Qi Gong: una pratica antica al servizio del benessere psicologico

//Qi Gong: una pratica antica al servizio del benessere psicologico

ALCUNE PREMESSE ESPLICATIVE

Il QiGong è una pratica che ha alcuni millenni di storia e, come dimostrano alcuni reperti archeologici, è presente in Cina ancora prima dello sviluppo della scrittura. Nell’arco di tutto questo periodo, attraverso l’osservazione minuziosa di dettagli del comportamento umano colti e compresi nella loro funzione specifica, i maestri di QiGong sono giunti alla costruzione di un enorme corpus conoscitivo. Ad esempio, partendo dalla semplice constatazione che l’individuo per attenuare un dolore acuto tende spontaneamente ad attuare un ispirazione rapida, profonda e con un sonoro suono sibilante, grazie ad una metodica sperimentazione dell’efficacia di tale inspirazione in circostanze diverse (periodi del giorno e dell’anno), oppure alla sua associazione a sequenze di movimenti o posture, essi sono riusciti a codificare veri e propri protocolli terapeutic,.

In base all’accumulo e all’elaborazione di queste conoscenze, oggi i praticanti di Qi gong possono gradualmente sviluppare una profonda consapevolezza del Qi nel proprio corpo, affinando la capacità di usare la loro mente, o meglio l’intenzione, nel guidare tale energia all’interno dello stesso.

La pratica del QiGong consiste nell’assunzione di posizioni statiche o dinamiche, abbinate ad un particolare tipo di respirazione, di suono e a uno specifico stato di coscienza, tutte rivolte ad apprendere ad entrare nel cosiddetto “corpo energetico” degli organi, dei centri energetici e dei canali, dentro i quali scorre l’energia. Il passaggio successivo è quello di muovere tale energia, conducendola a piacere all’interno del corpo o “innalzandone la frequenza”, con un positivo effetto preventivo, terapeutico e, non ultimo, di elevazione spirituale.

Nonostante il QiGong rappresenti, da sempre, un importante strumento per il raggiungimento del benessere psico-fisico, esso è una parte spesso trascurata, della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), tanto da essere considerato la medicina dei poveri.

Si deve peraltro osservare che a partire dagli anni 80 (1) gli scienziati in Cina hanno iniziato a studiare l’efficacia del training energetico sotto il profilo medico, avviando un percorso di approfondimento interessantissimo, peraltro poco conosciuto persino dagli addetti ai lavori e dagli esperti di medicine complementari.

Interessante appare l’influenza del QiGong sulle variabili fisiologiche: al proposito vale la pena citare i suoi effetti immediati sulle funzioni cardiovascolari (2), quelli più stabili relativamente a problemi di ipertensione arteriosa (3), e sulle conseguenze che tale patologia determina nei soggetti da essa affetti (4), così come nel recupero di funzioni normali in soggetti con patologie croniche (5).

Sul piano neuroendocrino, si riscontra che la pratica è anche in grado di determinare un significativo aumento della beta-endorfine (6), un aumento di TSH, T3, T4 (7), dell’ormone della crescita (GH), dell’IGF-I (8) e dell’IGFBP-3 (9)

Relativamente all’efficacia del QiGong in campo immunitario, si è potuto riscontrare un aumento nel numero assoluto di linfociti T CD4 e del rapporto CD4+/CD8+, presente nei praticanti di QiGong rispetto a un gruppo di controllo(10), così come una immunità cellula mediata superiore. (11). Un ulteriore lavoro ha anche dimostrato che una singola sessione di pratica è in grado di aumentare l’attività ossidativa dei neutrofili e la loro capacità di adesione. (12)

Un Analoga attenzione dei ricercatori si è anche rivolta all’influenza del QiGong sui processi di invecchiamento e dei sintomi ad essi relativi(13), e sul potenziamento dell’attività dell’enzima SOD( 14).

In ambito strettamente psicologico, uno primo studio del 98 (15), oltre a suggerire che il QiGong è efficace nella prevenzione e nella terapia dei sintomi psicologici, identifica una specifica e significativa correlazione negativa tra il periodo di training dei soggetti praticanti e tutte le sottoscale del SCL-90-R test, ad eccezione di quella di Ansietà fobica.

Attraverso la somministrazione del test MMPI, uno studio successivo(16), analizza i possibili effetti della pratica del QiGong sulla personalità: i praticanti di QiGong ottengono, rispetto a quelli appartenenti al gruppo di controllo, punteggi significativamente più bassi nelle scale di Depressione (D), Histeria (Hy), Paranoia (Pa), Schizofrenia (Sc) e Frequenza (F) e significativamente più alti in quella di correzione (K). Allo stesso modo, essi segnalano anche una riduzione significativa, in rapporto al gruppo di controllo, della (Ho). Tali dati suggerirebbero che la pratica del QiGong possiede un’efficacia preventiva e terapeutica sulle problematiche di natura psicologica, emotiva e sui disturbi di personalità.

Un ancora più recente studio Canadese del 2004(17) indaga proprio la relazione tra il QiGong le caratteristiche di personalità, cercando inoltre di comprendere se questa relazione si mantiene stabilmente nel tempo. Ad entrambi i gruppi viene somministrato un test di personalità denominato Eysenck Personality Inventory (EPI), appositamente scelto per misurare la condizione di estroversione e quella nevrotica. I risultati del lavoro identificano una relazione negativa tra il QiGong e la condizione nevrotica: in sostanza il gruppo dei praticanti era significativamente meno affetto da aspetti nevrotici dei soggetti appartenenti al gruppo di controllo. Questo risultato ha permesso di sostenere agli autori che la pratica del QiGong può possedere una precisa funzione di stabilizzazione mentale.

STUDIO PRELIMINARE OLISTICO: L’EFFICACIA DEL QIGONG SUL BENESSERE PSICOLOGICO E SULLA CONDIZIONE ENERGETICA

MATERIALI E METODI

SOGGETTI

I soggetti inizialmente coinvolti nella presente ricerca sono stati 44 allievi di corsi di QiGong, dei quali solo 21, per cause varie, sono stati compiutamente testati attraverso strumenti diversi di misurazione e sono stati oggetto della presente ricerca. Con questi ultimi, che rappresentano coloro che hanno portato a termine il percorso di un anno, sono state effettuate due misurazioni, la prima, precedente all’avvio del corso, nel settembre del 2006 (test) e la seconda, al termine del corso, nel giugno del 2007 (retest).

I 21 soggetti monitorati sono stati divisi in due gruppi, sia di pratica che di ricerca, il primo ( denominato gruppo “B”) composto da coloro che, antecedentemente al settembre 06, non avevano mai praticato QiGong, il secondo ( denominato gruppo “C”), invece composto da coloro che lo avevano praticato almeno dall’anno precedente.

Relativamente al gruppo B, il percorso di lavoro, che si è avviato con l’apprendimento di alcune tecniche introduttive di rilassamento, ha riguardato l’utilizzo di pratiche di QiGong quali movimenti per la mobilizzazione dell’energia e l’uso di suoni terapeutici.

Il gruppo C, ha invece utilizzato pratiche statiche di mobilizzazione dell’energia e camminate terapeutiche.

STRUMENTI DI MISURAZIONE

I due strumenti utilizzati nella presente ricerca sono stati l’M.M.P.I. e il B.F.B. Fra.Se.

L’M.M.P.I. ( Minnesota Multiphasic Personalità Invenctory) (18) rappresenta il più diffuso e solidamente validato strumento di misurazione di funzionamento psicopatologico e di personalità. La siglatura di tale test consente di ricavare dalle risposte un valore numerico per ogni scala. Le scale sono 13, 3 di controllo (L, K, F) e 10 cliniche ( Hs D Hy Pd Mf Pa Pt Sc Ma Si ), alle quali si devono aggiungere le 13 scale di contenuto da noi selezionate per gli specifici intenti di questa ricerca( (Anx, Frs Obs Dep Hea Ang Cyn Asp Tpa Lse Sod Wrk Trt). I valori normali dei punteggi T, ad esclusione delle scale di controllo, sono al di sotto del 65

Il B.F.B. Fra.Se è un apparecchio computerizzato che consente la misurazione dell’impedenza cutanea rilevata a livello dei punti Ryodoten, punti che, secondo il metodo Ryodoraku tradizionale, sono iper-elettro-conduttivi.

Con la medesima apparecchiatura e dallo stesso operatore sono state effettuate tre misurazioni, due finalizzate alla presente ricerca ed una con l’unico scopo di fornire ai praticanti specifiche indicazioni di pratica.

A causa della non omogeneità dei due gruppi, sin dall’inizio l’intento non è stato ovviamente quello di confrontarli tra loro, quanto piuttosto quello di verificare l’evoluzione di ciascuno di essi, osservando gli eventuali cambiamenti tra la fase iniziale e quella finale del percorso.

Gli interrogativi che ci si poneva all’inizio di quest’esperienza erano:

la pratica del QiGong può determinare dei cambiamenti stabili sul piano delle caratteristiche personologiche, cambiamenti che si potevano, in qualche modo, correlare ai tempi della pratica (durata dell’esperienza);

la pratica del QiGong può determinare dei cambiamenti stabili sul piano della condizione energetica, cambiamenti che si potevano, in qualche modo, correlare ai tempi della pratica (durata dell’esperienza);

gli eventuali cambiamenti verificatisi sul piano delle variabili psicologiche (MMPI) e su quello della biorebolazione (BFB FraSe) sono, in qualche modo, tra loro coerenti.

RISULTATI

RISULTATI M.M.P.I.

Qi Gong

Effettuando il confronto tra il test somministrato a un gruppo di soggetti che non hanno mai frequentato gruppi di QiGong ( gruppo B) e il retest, somministrato circa 9 mesi dopo, in quest’ultimo abbiamo potuto rilevare un miglioramento dei punteggi T per 9 delle 10 scale cliniche (19).

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Volendo analizzare nel dettaglio le scale che maggiormente rivelano un decremento numerico dei punteggi T, si deve, innanzitutto, considerare la F, la quale, pur non appartenendo alle scale cliniche, è fondamentale nello stabilire la validità del test (20)

A questo livello, nel suo complesso, il gruppo B manifestava prima di intraprendere il percorso di QiGong, quella che potremmo definire un eccesso di attenzione nei confronti dei propri problemi (F>60); mentre diversa era la condizione media alla fine del percorso (F=58), espressione invece di un apertura alla discussione dei propri problemi.

Tra le 10 scale cliniche esaminate, quella che dimostra una più elevata riduzione dei punteggi T è la Hy (?4,4), la quale, denominata Scala dell’Isteria da Conversione o del Disturbo da Conversione, indica, qualora positiva, la tendenza a reagire allo stress sviluppando sintomi fisici (mal di testa, tachicardia, dolore al petto,ecc.). Interessante che sia proprio tale valore a segnalare la maggiore riduzione, specie se si considera che tale indice era tra quelli significativi anche nella citata ricerca Coreana, (21) e i cui autori spiegavano come determinata una minore, e più adeguata, reazione allo stress.

Il secondo problema che ci siamo voluti porre riguarda gli eventuali processi messi in moto da tale pratica in un periodo superiore all’anno. Proprio per rispondere a tale interrogativo abbiamo testato e ritestato dopo 9 mesi nostri allievi che avevano gia seguito un percorso di QiGong l’anno precedente. In questo caso migliorano 7 scale su 10, e, tra queste, quelle che ottengono una maggiore riduzione sono: Hs, Pt, Sc e Si.

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Rispetto al discorso precedente, risulta interessante la riduzione della scala Hs(?3,3), la quale, denominata Scala dell’Ipocondria, se positiva segnala una abnorme preoccupazione per la propria condizione di salute, rilevando una correlazione tra dolore cronico, eccessivo lamentarsi e preoccupazione di tipo ipocondriaco per la propria salute.

Clinicamente correlato a questo discorso, interessante risulta essere la riduzione di un’altra scala, la Pt(?3,4), impropriamente denominata Scala di Psicastenia ma, in realtà, più propriamente associabile a disturbi d’ansia con tratti ossessivo-compulsivi. I suoi items valutano, infatti, la presenza di disturbi fisici riferiti, ansia, agitazione, preoccupazione, irriquietezza, con elementi di rimurginazione, insicurezza, eventualmente associata a rigidità, perfezionismo e propensione alla razionalizzazione e all’intellettualizzazione.

SCALE DI CONTENUTO

MEDIA DEI PUNTEGGI T

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Relativamente alle scale di contenuto, volendo innanzitutto analizzare il percorso dei soggetti che hanno svolto un anno di training (gruppo B), il confronto test/retest ci permette di constatare un miglioramento di 10 delle 13 scale prese in esame.

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Quella che, tra tutte, appare oggetto di un maggiore miglioramento è la Ang (?3), la cui positività si riferisce alla reazione nel momento in cui si esprime la rabbia, segnalandone difficoltà di controllo in relazione a stati di irritabilità, impazienza, impulsività, testardaggine.

Passando all’analisi di coloro che all’inizio del monitoraggio avevano già seguito un percorso di addestramento di almeno un anno (gruppo C), il miglioramento è, in questo caso, per 11 scale su 13.

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La maggiore differenza riguarda la scala Cyn, quella del cinismo, (?6,6) , la quale misura le condizioni misantropiche, presenti in quei soggetti diffidenti, che si aspettano motivazioni negative nascoste dietro le reazioni degli altri, che tendono a considerare utilitaristi, perché ritenuti opportunisti o paurosi.

La seconda scala in ordine di differenza presentatasi è la Asp(? 6), quella dei comportamenti antisociali, che raccoglie gli atteggiamenti misantropici simili a Cyn, oltre a una sorta di giustificazione e, a volte, anche ammirazione nei confronti dei comportamenti al di fuori della legge.

La terza è la Hea (? 4,7), la quale si riferisce alla preoccupazione per la salute in soggetti che si sentono più malati della media e riferiscono molti sintomi fisici. Tale rilievo ben si accosterebbe a quello effettuato in precedenza relativamente alle scale cliniche, nelle quali, Hs, la Scala dell’Ipocondria, relativa alla preoccupazione per la propria condizione di salute, il cui punteggio T(?3,3) appariva ridursi proprio all’interno di questo gruppo di soggetti.

RISULTATI BFB FRASE

I risultati ottenuti segnalano, innanzitutto, per entrambi i gruppi esaminati un significativo aumento della media dei punteggi del Valore Energetico Medio (VEM), corrispondente a 7 per il gruppo B e 6.50 per il C.

Potendo definire il VEM la reattività biologica di un sistema, intendendo con quest’ultima l’energia che esso può mettere a disposizione per ogni esigenza, siamo portati ad affermare che questa sia quindi cresciuta significativamente ed in modo corrispondente in entrambi i gruppi.

Qi Gong
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Analizzando i grafici ottenuti per ciascun gruppo, risultanti dalla media dei valori ottenuti dai loro membri, appare inequivocabile il miglioramento della condizione di ipoergia caratterizzante entrambi. A questo proposito può essere utile far osservare l’aumento energetico a livello renale (F3), notoriamente sede dell’energia originaria dell’individuo, che passa, nel caso del gruppo B, da 16,3 ( sin.) e 14,9 (dx) a 18,6 (sin) e 18 (dx), e in quello del gruppo C, da 19,4 (sin) e 13,6 (dx) a 25,6 (sin) e 20,6 (dx).

Oltre alle osservazione esposte relativamente alla reattività biologica dei soggetti, abbiamo voluto considerare anche un ulteriore variabile che fa direttamente riferimento all’eventuale condizione di flessibilità biologica (22): l’ampiezza dell’area tra i due tracciati (quello esito delle misurazione alla destra del corpo e quello esito della misurazione a sinistra del corpo) che, se troppo ridotta, segnala l’assenza di quel minimo grado di disordine che è proprio della complessità del nostro organismo (23) , e, senza la quale, si ha a che fare con una rigidità di sistema. Tale lavoro ci ha permesso di identificare, relativamente alla misurazione effettuata all’inizio dell’anno, ben tre protocolli all’interno del gruppo B e uno all’interno del C. Il rapporto 3/1 già ci conforta, segnalando come fosse alquanto più diffusa questa condizione in coloro che non avevano ancora iniziato tale percorso ( i 3 del gruppo B) rispetto a coloro che lo avevano gia iniziato da un anno (solo un protocollo). Ancora più confortanti risultano però essere i dati ottenuti al retest di fine anno: nessun protocollo soddisfaceva più quella condizione di rigidità.

DISCUSSIONI E CONCLUSIONI

I risultati ottenuti evidenziano come vi sia un proporzionale progresso tra le variabili psicologiche e quelle energetiche, con una coerenza che appare sorprendente. Entrambi i gruppi segnalano, relativamente all’MMPI, un allontanamento dalla condizione patologica che appare coerente con l’avvicinamento alla condizione di normoergia del FraSe. I progressi in campo psicologico ed energetico sembrano quindi assomigliarsi notevolmente, e questo a confermare quelli che sono i fondamenti del pensiero olistico: esiste una coerenza tra benessere psicologico e condizione energetica, anchequando queste due condizioni siano misurate con strumenti appartenenti a criteri diagnostici molto diversi tra loro.

In linea con quanto riscontrato nelle ricerche internazionali, questo lavoro sembrerebbe confermare che il QiGong sia una pratica energetica particolarmente valida sin dai primi mesi (5-12) nel ridimensionamento delle problematiche di somatizzazione connesse a situazioni di stress.

Rispetto alla gestione delle emozioni, la pratica sembrerebbe inoltre fornire, già entro l’anno, uno strumento di più adeguata gestione della rabbia, nei casi in cui questa sia messa in gioco.

Sul piano energetico, in questo stesso periodo, si riscontra un progresso parallelo che ha a che fare una migliore reattività biologica ed una maggiore flessibilità di sistema, entrambe fondamentali nel raggiungimento e/o nel mantenimento di una condizione di adeguato benessere psico-fisico.

Relativamente a questioni di natura corporea, la continuazione del training (oltre i 12 mesi) sembrerebbe in parte agire sulle tematiche ansiose connesse sia a stati ipocondriaci (Hs) che a preoccupazioni per la salute (Hea).

Se si vuole ulteriormente approfondire l’evoluzione delle variabili analizzate in rapporto alla durata del training, sembrerebbe emergere che inizialmente esso abbia effetto sui meccanismi dello stress ( Hy), probabilmente attivando quei processi di natura neuroendocrina ben documentati dalla P.N.E.I, o favorendo modalità più adattative di affrontare lo stesso, ad esempio attraverso una più adeguata gestione delle emozioni (Ang) o grazie ad una maggiore flessibilità di sistema.

L’effetto del QiGong sembra però andare anche oltre, con una sua incidenza nel tempo (oltre i 12 mesi) a livello delle rappresentazioni del mondo (Cyn; Asp;) e del Sé ( F; Hs; Hea); fatti, questi ultimi, tutti da confermare, chiarire ed approfondire.

Note e Bibliografia

  1. Se inizialmente molte delle ricerche originali erano esclusivamente in cinese, l’accesso più diffuso anche in Cina alla lingua inglese e l’avvio di numerose conferenze internazionali ha reso possibile, già in occasione del congresso internazionale di QiGong dell’86, la presenza di ben 840 lavori, dei quali, più della metà in lingua inglese; cosa che ha fatto si che, a partire da tale periodo, si sia avviato un interessante discorso sulle applicazioni terapeutiche di questa disciplina
  2. Si vedano al proposito: Mo Feifan, Xu Yongchun, Lu Yongpin, Xu Guang. Study of prevention of cardiac function disorder due to immediate entry into highlands by qigong exercise. Proceedings, Second World Conf on Academic Exchange of Medical Qigong, Beijing, China.. 1993: 78.; Mo Feifan, Lu Yongpin, Zhao Guoliang. Effect of exercise with qigong on lung function of persons entering highland. Proceedings, Fifth International Symposium on Qigong, Shanghai, China..1994:186; ] Mo Feifan, Wan Lurong, Jia ZiZi, Xu Guang. Study of prevention of microcirculation disorders of pilots in highlands by qigong. Proceedings, Second World Conf on Academic Exchange of Medical Qigong, Beijing, China.1993: 78.
  3. Bian Huangxian. Clinical observation of 204 patients with hypertension treated with qigong. Proceedings, First International Congress of Qigong. Berkeley, Calif., 1990: 101. Wang Chongxing, et. alt. (1993) Effects of qigong on preventing stroke and alleviating the multiple cerebro-cardiovascular risk factors–a follow-up report on 242 hypertensive cases over 30 years. Proceedings, Second World Conference for Academic Exchange of Medical Qigong, Beijing, China.: 123-124
  4. Wang Chongxing, Xu Dinghai, Qian Yuesheng, Medical and health care qigong, J Traditional Chinese Medicine. 1991:11(4) 296-301.
  5. Xu Dinghai, Wang Chongxing, et al. (1994)Clinical study of delaying effect on senility by practicing ÒYang Jing Yi Shen GongÓ in hypertensive patients. Proceedings, Fifth International Symposium on Qigong, Shanghai, China,:109.
  6. Ryu H., Mo H.Y., Mo G.D., Choi B.M Jun C.D., Seo C.M.., Kim H.M., Chung H.T. (1996): Acute Effect of QiGong training on Stress Hormonal levels in Man”, Am J. of Chinese Med., Vol XXIV, N°2, pp 193-198,
  7. Lee, M. S., Jeong, S. M., Oh, S. W., Ryu, H., & Chung, H.T(1998): Acute effects of ChunDoSunBup on blood concentration of TSH, Calcitonin, PTH and Thyroid Hormones in Elderly Subjects, Am J. of Chinese Med., Vol XXVI, N° 3-4, pp 275-281.
  8. Lee, M. S., Jeong, S. M., Oh, S. W., Ryu, H., & Chung, H.T (1999): “Effects of ChunDoSunBup Qi-training on Growth Hormone, Insulin-Like Growth Factor-I, and Testosterone in Young and Elderly Subjects”, Am J. of Chinese Med., Vol XXVII, N°2, pp 167-176
  9. Si veda: Lee, M. S., Jeong, S. M., Oh, S. W., Ryu, H., & Chung, H.T (2000): “Modulation of neuroendocrinological function by psychosomatic training: acute effects of ChunDoSunBup Qi-training on Growth Hormone, Insulin-Like Growth Factor-I, and Insulin-Like Growth Factor Binding Protein”, Psychoneuroendocrinology 25, pp. 439-451
  10. Ryu H., Jun C.D., Choi B.M., Kim H.M., Chung H.T. (1995): “Effect of QiGong Training on proportion of T lymphocyte subsets in Human phripheral blood. Am. J. Chin. Med. 23(1) pp. 27-36.
  11. Ryu H., Mo H.Y., Mo G.D., Choi B.M Jun C.D., Seo C.M.., Kim H.M., Chung H.T. (1995): “Delayed cutaneous Hypersensitivity reaction in QiGong trainees by multitest cell mediated immunità. Am. J. Chin. Med. 23 (2) 139-144.
  12. Lee, M. S, Jeong, S. M., Kim H.M., Ryu H.: (2003): “Qi-Taining Enhances Respirstory Burst Function and Adhesive Capacity of Neutrophils in Young Adults: A Preliminary Study, Am. J. Chin. Med., Vol 31, N°1, 141-148.
  13. Si vedano: Kuang Ankun, Wang Chongxing, Xu Dinghai, Qian Yueshang. Research on anti-aging effect of qigong. J Traditional Chinese Medicine. 1991:11 (3) 224-227. Xu, Hefen; Xue, Huining; Bian, Meiguang; Zhang, Chengming; Zhou, Shuying. Clinical study of the anti-aging effect of qigong. Proceedings, Second World Conference for Academic Exchange of Medical Qigong. Beijing, China. 1993: 137.
  14. Ye Ming, et al. Relationship among erythrocyte superoxide dismustase activity, plasma sexual hormones (T, E2), aging and qigong exercise. Proceedings, Third International Symposium on Qigong, Shanghai, China.. 1990:28-32.
  15. Myong Soo Lee, Seong Min Jeong, Hoon Ryu, Sang Woo Oh, Hun- Taeg Chung: Effects of ChunDoSunBup Qi-Training on Psychological Adjustament: A cross-sectional Study, Am. J of Chinese Medicine, Vol. XXVI, N° 2, pp. 223-230, 1998
  16. Myong Soo Lee, Seong Min Jeong, Byung Gi Kim, Hoon Ryu, Sang Woo Oh, Hun- Taeg Chung: “A Minnesota Multiphasic Personalità Inventory Profile of ChunDoSunBup Qi-Tranees: A Preliminary Study”, 1999, Am. Journal of Chinese Medicine, Nos. 3-4, pp. 307-313
  17. Leung Y, Singhal A. “An examination of the relationship between QiGong meditadion and Personalità.”, Social Behavior and Personality, 2004, 34(4), 313-320.
  18. Per ogni approfondimento si veda: Butcher J. E Williams C.: “Fondamenti per l’interpretazione dell’MMPI-2, Ed Giunti, 1996
  19. La sola scala nella quale non si verifica alcun miglioramento, peraltro coerentemente con i dati emersi da lavori analoghi, è la Mf, la quale rileva il rapporto mascolinità/femminilità. Si veda Myong Soo Lee, Seong Min Jeong, Byung Gi Kim, Hoon Ryu, Sang Woo Oh, Hun- Taeg Chung: “A Minnesota Multiphasic Personalità Inventory Profile of Chun DoSunBup Qi-Tranees: A Preliminary Study”, 1999, Am. Journal of Chinese Medicine, Nos. 3-4, pp. 307-313
  20. Se molto elevata ( sup. a 100) ne invalida i risultati, esito questo che può essere determinato da fattori molto diversi tra loro quali: compilazione casuale, stato di disorientamento, psicopatologia grave, simulazione di patologia.
  21. Myong Soo Lee, Seong Min Jeong, Byung Gi Kim, Hoon Ryu, Sang Woo Oh, Hun- Taeg Chung: op. cit.
  22. Da un punto di vista della diagnostica funzionale e della bioregolazione, oltre a stabilire la quantità energetica a disposizione dell’individuo, un variabile, importante per cogliere lo stato di salute del soggetto, è quella della sua flessibilità biologica. In presenza di eccessiva rigidità da parte del sistema, l’organismo avrà una capacità adattativa alquanto ridotta ed una conseguente tendenza a rispondere inadeguatamente alle sollecitazioni ambientali, con una maggiore propensione alla malattia nel caso in cui questa non si sia ancora manifestata o con una prognosi meno positiva in caso di malattia già conclamata.
  23. Secondo la medicina della regolazione, mentre nell’apparente disordine minimo vi è un ordine superiore non immediatamente percepibile, l’eccesso di ordine è segno di una mancanza di dinamismo, per cui basta una piccola variazione perchè il sistema collassi.
By |2018-05-15T08:14:29+00:00aprile 30th, 2017|Pubblicazioni|0 Comments

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