Caro dottore,

vorrei sapere quale patologia potrebbe nascondersi dietro il comportamento di mio figlio, un ragazzo di 17 anni: la sua manìa è di lavarsi c-o-n-t-i-n-u-a-m-e-n-t-e le mani fino a screpolarsele a sangue. Quasi sempre quando si trova a casa  e qualche volta in altri contesti. E’ una vera e propria ossessione. Se può darle qualche elemento in più di giudizio, aggiungerei che si trova in una situazione familiare non serena, dove in passato e tutt’oggi vi sono frequenti diverbi non del tutto risolti. Mi dispiace dei pochi elementi da me forniti, in ogni caso la ringrazio tanto per il suo supporto…

Risposta

Salve cara R,

Mi chiedo e le chiedo cosa significhi per lei una situazione familiare non serena e perché questa debba essere un dato di fatto immutabile. (Così almeno appare) Sebbene lei accenni ad una situazione di problematicità legata al rapporto con suo marito, dalla sua lettera sembra che l’unico che debba e possa cambiare sia suo figlio: a lui e ai suoi sintomi sono rivolte tutte le sue preoccupazioni, mentre nessun dettaglio sembra emergere sulla vostra condizione di coppia genitoriale. (Qual è il problema che lei riesce solo a sussurrare?)

Rispetto la discrezione con la quale lei descrive la sua situazione famigliare ma non posso esimermi dal farle notare che la sua preoccupazione per suo figlio, per quanto legittima, rischia di spostare su di lui tutte le attenzioni, finendo con il sovraccaricarlo ulteriormente e pericolosamente.

Cercando comunque di far emergere qualcosa da quel poco di cui dispongo, la invito a riflettere sul senso del “sintomo” manifestato da suo figlio, cercando di coglierne il valore di segnale, di comunicazione che a parole egli non riesce ad esprimere. Certamente l’atto di “LAVARSI LE MANI”, ricordando Pilato, induce a leggere una metafora quanto mai palese… Forse è presente in suo figlio il desiderio forte di estraniarsi dalle vicende che vive in casa; non a caso, come lei afferma, la sua ossessione si manifesta in particolare in questo luogo. Forse in un contesto che lei definisce caratterizzato da frequenti diverbi tra i genitori egli non vuole, e non può, parteggiare per nessuno dei due. Forse la sua volontà è quella di allontanare (lavandoli via) da se tutti quei virus mentali che involontariamente gli state passando.  A 17 anni spesso si è catapultati in una realtà che non ci piace e se di fronte ad essa ci si sente impotenti… il minimo che può accadere è VOLERE LAVARSENE LE MANI.

Attenzione non voglio che lei fraintenda le mie parole, pensando magari che io voglia processare il vostro modo di fare i genitori, mi pare tuttavia debba essere riconsiderata la possibilità di farsi carico anche di questa “non serenità” di coppia, come percorso di base dal quale ripartire per il raggiungimento di un benessere comune (Che dire del suo benessere psicologico? e di quello di suo marito?), senza il quale lei, o chiunque altro, non sarà mai in grado di farsi carico adeguatamente dei disagi i suo figlio.